Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘sulla città’ Category

“Viaggi infiniti, ritardi non annunciati, bus bloccati nel traffico e treni immobili in aperta campagna, stazioni e pensiline dove si aspetta al freddo della mattina, vagoni mezzi pieni e finestrini sigillati con condizionamento non funzionante, parcheggi insufficienti, informazioni zero, bagni inagibili… è infernale il viaggio quotidiano delle centinaia di migliaia di pendolari del Lazio che devono raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio”.

 

Una delle stazioni ferroviarie presenti sul tragitto Nettuno-Roma Termini.

Una presentazione che non promette niente di buono: si parla delle frequentatissime linee ferroviarie laziali, in particolare del tragitto Nettuno-Roma Termini, “premiato” il 29 novembre da Legambiente Lazio con il Trofeo Caronte. Ovviamente non si può parlare di un premio favorevole alla buona reputazione delle FS: il Trofeo Caronte premia infatti il “miglior” viaggio infernale. Ogni anno Legambiente Lazio raccoglie i racconti dei pendolari per far salire sul podio negativo il peggior girone delle linee di trasporto regionali e poter denunciare lo stato dei mezzi in cui si trovano a viaggiare tutti i giorni lavoratori e studenti; la cosa buffa è che per il terzo anno consecutivo la tratta Nettuno-Roma (ai trasporti ferroviari si aggiungono anche i mezzi Cotral) si è aggiudicata il primo premio e nonostante le mancanze evidenziate dai pendolari, non ha cambiato in positivo la sua situazione. Quel che ci preoccupa sono i tagli che il governo effettuerà nel 2011 anche nel campo dei trasporti: rispetto al 2010 ci sarà un taglio del 44% circa delle risorse, nonostante i 360mila pendolari che viaggiano ogni giorno in condizioni disperate nel tragitto Nettuno-Roma Termini.

Per rimanere in tema “diritti per i passeggeri” Altroconsumo offre l’opportunità di sapere quali sono i diritti dei pendolari muniti di biglietto… e pazienza: http://ow.ly/3isWo.

Annunci

Read Full Post »

cancello di una delle villette costruite sulla spiaggia - Marina di Ardea

Stagione estiva, litorale laziale, Ardea. Come combinare queste tre parole? Per capire meglio cosa significa la stagione estiva per il nostro territorio, abbiamo scelto di intervistare Angelo Cavola, imprenditore locale e presidente del Sindacato Balneari Italiani (SIB) di Ardea. Il SIB è la sigla che raccoglie il 95% delle ventimila aziende balneari italiane. Ad Ardea essa è l’unica associazione che raggruppa le aziende che gestiscono strutture balneari, chioschi e ristoranti che si trovano sulle spiagge del territorio.

Il sig. Cavola, oltre a presiedere il SIB locale, ne è anche vicepresidente regionale, oltre che consigliere nazionale (in rappresentanza della Regione Lazio).

Quale realtà rappresenta il SIB ad Ardea?

«Il SIB di Ardea raggruppa circa 30 aziende, tra piccole e grandi, tra le quali vi sono stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, chioschi, bar che effettuano il noleggio delle attrezzature balneari. Ognuno di noi, soprattutto nei mesi di luglio e di agosto, fa del suo meglio, anche per organizzare serate musicali, eventi di animazione, tornei sportivi. La somma di tutte queste iniziative – ideate ovviamente nell’interesse delle nostre attività commerciali – contribuisce, però, non poco allo sviluppo economico del litorale».

Cosa pensa della situazione del nostro litorale? Quali potenzialità, quali aspetti da migliorare e come?

«Le aziende balneari in un luogo di mare rappresentano, secondo me, il motore dell’economia locale. Attraverso il turismo balneare, infatti, è un territorio intero a vivere: lavorano i negozi, si affittano le case. Il Comune di Ardea, però, se confrontato con le zone costiere limitrofe, rappresenta sicuramente il fanalino di coda del litorale pontino. Il nostro territorio è circondato da zone più sviluppate: mi riferisco innanzitutto ad Ostia, che è il “mare di Roma” e come tale ha un’antica cultura del turismo balneare e strutture più belle e più grandi. A sud, Anzio e Nettuno rappresentano anch’esse una zona più attraente: entrambe le città, ad esempio, hanno un porto turistico. Noi che ci troviamo “a metà strada”, abbiamo un turismo balneare che non beneficia di tutte queste infrastrutture.

Noi, come balneari – facilitati dal fatto di esser rappresentati ad Ardea da un’unica associazione di categoria, che ci rende più omogenei e compatti – cerchiamo di sviluppare sinergie con il territorio, organizzando in prima persona numerosi eventi, accanto a quelli programmati direttamente dall’amministrazione comunale».

Nei mesi scorsi lei ha più volte incontrato l’Amministrazione comunale per concordare “una strategia e una programmazione comune mirata alla riqualificazione e alla promozione del litorale di Ardea” (parole tratte dal sito del Comune di Ardea). Di cosa si tratta? Può fornirci qualche particolare in più?

«Innanzitutto occorre precisare un aspetto: i soggetti che insistono sul demanio marittimo, cioè gli stabilimenti balneari, sono soltanto dei soggetti concessionari di un’area demaniale dello stato. Per questo, ad esempio, noi ci possiamo chiamare “gestori”, ma non “proprietari”. La proprietà delle spiagge rimane del demanio marittimo, quindi dello stato.

In pratica noi paghiamo un canone demaniale e il Comune funge da esattore, lo riscuote e lo passa al demanio marittimo. Per questo i nostri rapporti con lo stato passano sempre attraverso l’amministrazione comunale.

È chiaro, però, che il Comune svolge anche alcune funzioni che interessano da vicino la nostra attività: l’amministrazione comunale regola, ad esempio, l’inizio e la fine della stagione balneare, stabilisce gli obblighi di un concessionario, cosa esso deve fare all’interno della propria struttura, come si deve comportare, cosa può organizzare.

Detto ciò, la parola “riqualificazione” è una bella parola che noi rincorriamo da tantissimi anni, ma si basa soprattutto su un aspetto tecnico che è quello del PUA (il piano di utilizzo degli arenili). Si tratta di una sorta di pianificazione comunale di quella parte demaniale costiera, che non è ricompresa nel piano regolatore generale. Il PUA stabilisce quali sono le aree della spiaggia che devono restare libere, le aree che si possono dare in concessione, le aree che possono avere un’autorizzazione per permettere l’ingresso delle barche in acqua.

Il PUA darebbe anche l’opportunità alle strutture balneari di farsi una sorta di “lifting”. È una misura che noi aspettiamo da circa 30 anni. Vi faccio alcuni esempi: se io all’interno della mia struttura balneare volessi creare una piscina, oppure volessi cambiare le cabine e renderle più “moderne” – noi abbiamo delle strutture che risalgono a 20-30 anni fa, senza neanche la doccia! – non potrei farlo, in assenza di una specifica regolamentazione presente nel PUA. Il Comune di Ardea ha adottato il PUA due anni fa, ma ora deve essere approvato dalla Regione Lazio. Ci troviamo quindi in un momento di attesa. È vero che si è riscontrato un notevole ritardo nella fase di pianificazione, ma anche la Regione sta impiegando molto tempo nella fase di approvazione.

E così, da diversi anni, durante l’inverno, come SIB andiamo sempre a sollecitare l’amministrazione comunale affinché possa interagire con la Regione e possa sollecitarla ad approvare il PUA. Solo una volta entrato in vigore, esso permetterà una seria riqualificazione».

il mare di Tor San Lorenzo

Si parla spesso della necessità di “fare sistema” come condizione essenziale per garantire uno sviluppo turistico al nostro litorale. Lei è d’accordo con questa affermazione?

«Non soltanto sono d’accordo con l’affermazione, ma credo che come balneari stiamo cercando di metterla in pratica. Lo dimostra la nostra adesione al Consorzio Mare di Roma, un consorzio turistico che abbraccia più comuni (da Nettuno a Fiumicino). Grazie a Mare di Roma, si è sviluppato anche il consorzio parallelo di “Non solo shop”, a Tor San Lorenzo. Si tratta di un centro commerciale naturale che cerca di ritagliarsi uno spazio nella nostra zona e di sviluppare il turismo nel periodo estivo.

Noi cerchiamo, insomma, di interagire con tutti gli attori economici, cercando di mettere assieme queste sinergie, queste forze tutte finalizzate alla promozione del turismo. Tengo a sottolineare proprio questo aspetto, perché quando qualcuno parla di “sviluppo del turismo”, se a parlare sono io che sono presidente del SIB, si può intendere che io voglia sviluppare gli stabilimenti balneari. Se lo dice un’altra entità, si potrebbe pensare che voglia sviluppare quella entità. Ma la cosa fondamentale è la somma delle forze di ognuno (anche l’associazione dei commercianti, ad esempio). Credo infatti che lo scopo di ognuno di noi è soltanto quello di promuovere il turismo, di attrarre persone sul territorio e di riqualificarlo».

In cosa gli altri soggetti (politici, economici e sociali) della città possono agevolare il vostro lavoro? E cosa potete dare voi per migliorare la situazione del nostro litorale?
«Io credo che come balneari, noi stiamo facendo del nostro meglio. E lo dico con cognizione di causa. Vi cito un esempio: i nostri fornitori provengono dalle regioni adriatiche (che sappiamo tutti essere una zona all’avanguardia, dal punto di vista del turismo balneare). Ebbene, quando i fornitori si presentano, si complimentano con noi. Insomma, abbiamo delle belle strutture, nulla da invidiare alla Romagna. Ovviamente loro son partiti prima! E hanno avuto anche un pizzico di fortuna, unita ad una politica dei prezzi adeguata.

Noi, da parte nostra, abbiamo stabilimenti curati, alcuni con animazione dalla mattina alla sera e baby club. Alcuni hanno addirittura un medico (che neanche la legge prevede!).

Per quanto riguarda l’amministrazione locale, credo che al momento vi sia un problema di fondi.

Certo è che ci portiamo dietro alcuni ritardi. Un esempio? La carenza di alberghi e di strutture ricettive. È ovvio che tutto ciò ha bisogno di una programmazione a lungo termine. Non esistono misure che si possono varare dall’oggi al domani. Io credo che c’è bisogno di guardare al futuro con più positività, con la consapevolezza che il turismo estivo balneare ha un’importanza superiore rispetto all’attenzione che finora gli è stata attribuita».

Aspettative e previsioni per la stagione che si è appena aperta?

«Dal punto di vista delle condizioni atmosferiche, le previsioni non sono tra le migliori! Anche se l’esperienza mi insegna che alla fine le stagioni balneari – positive e negative – si bilanciano le une con le altre. Certo è che non abbiamo cominciato al meglio!

La crisi degli ultimi anni ha inciso molto. All’interno delle nostre strutture una volta il clienti chiedevano abbonamenti stagionali, per tre mesi. Adesso siamo arrivati a fare abbonamenti per un mese e mezzo. Chi anche prima li faceva per un solo mese, adesso li fa per 15 giorni. Anche la presenza delle persone è diminuita ed è diminuito anche il periodo in cui le persone si fermano presso di noi: c’è più “mordi e fuggi” rispetto al passato. Da questo punto di vista ci auguriamo che si possa uscire quanto prima dalla crisi. Del resto, questo è un problema che riguarda tutti».

Al sig. Cavola va il nostro grazie per il tempo messoci a disposizione. A lui e agli altri imprenditori balneari della nostra città, va il nostro augurio per una stagione estiva bella e proficua.

Read Full Post »

Zanettini con l'attuale sindaco Eufemi - foto Comune di Ardea

Se ne è andato ieri, proprio alle porte dell’inizio dei festeggiamenti per i 40° anniversario dalla nascita del Comune autonomo, il primo sindaco di Ardea, Mario Zanettini.

Fu lui a guidare la città rutula durante la prima consiliatura, rimanendo in carica dal luglio 1971 al gennaio 1973. Eletto sindaco, come esponente della lista “La Vanga e la Stella” collegata al PCI e poi più volte consigliere ed assessore, dopo la fine del suo mandato di primo cittadini, Zanettini è stato la memoria storica della politica ardeatina. Fu lui a sancire la pace con Manzù, adirato con la città: pare che a lui il maestro bergamasco abbia confidato per primo l’intenzione di rimanere ad Ardea anche dopo la morte. Fu sempre lui a portare avanti le istanze per la costruzione della scuola elementare di Nuova Florida.

Apprezzato anche dagli avversari, così viene ricordato oggi dal sindaco Eufemi: “Ho sempre avuto per lui grande considerazione, sempre ricambiata, e ho nutrito affetto per la persona e rispetto per il primo Sindaco della città. Di Mario ho saputo apprezzare il senso dell’amicizia, la passione per le proprie radici, l’attaccamento ai propri ideali. Commosso lo ricordo alla città e con essa mi unisco al dolore”. I suoi funerali verranno celebrati oggi nella chiesa di San Pietro ap. alle ore 17. Le bandiere della città saranno issate a mezz’asta per tutto il giorno, per il lutto cittadino proclamato ieri.

Anche la redazione del nostro giornale saluta il “primissimo cittadino” di Ardea ed esprime la propria vicinanza ai familiari e agli amici.

Read Full Post »

Al via domani il primo farmer’s market ardeatino! Cos’é?!? A partire dalla mattinata – e tempo permettendo – largo Milano, a Nuova Florida, si riempirà di bancarelle di produttori (agricoli, caseari, ecc.) del nostro territorio e per tutti gli abitanti del quartiere e dell’intera città sarà possibile comprare frutta, verdura, latte, miele, formaggi… direttamente dal produttore.

L’iniziativa, voluta dall’Assessorato alle Attività Produttive e sostenuto dalla Coldiretti, mira a sperimentare la cosiddetta “filiera corta” (cioè un processo di vendita diretto, da chi produce a chi consuma, senza passare per catene distributive), nella speranza che questo possa tradursi in un risparmio per i consumatori e in un guadagno (anche in termine di promozione dei propri prodotti) per le aziende locali, innescando così un circolo virtuoso dell’economia locale.

Funzionerà? Al Comune c’è chi sostiene di sì, pensando già di replicare l’iniziativa in altri quartieri.

Ora la parola passa al consumatore. Fateci sapere – commentando questo post – la vostra esperienza al farmer’s market di largo Milano, cosa ne pensate, se l’iniziativa vi piace o meno! Aspettiamo numerosi i vostri commenti!!! 😉

Read Full Post »

tra gli stand della festa!

Grande successo per la festa di fine anno del 3° Circolo Didattico di Ardea, che si è tenuta a Nuova Florida nel pomeriggio dell’11 giugno scorso. il 3° circolo didattico è nato proprio quest’anno, in seguito alla divisione del plesso di Nuova Florida dalla sede centrale di Ardea (1° Circolo) ed è stato affidato alla guida del preside della Scuola Media (nonché Sindaco), Carlo Eufemi.

La festa di fine anno, così, è stata un’occasione per celebrare il primo anno di vita, grazie all’impegno congiunto delle insegnanti (attraverso l’impegno, in primis, dalla vicepreside Antonella Ciarbelli) e dei genitori. Tra gli organizzatori, come non citare anche le “nostre” Rosanna Casino e Sonia Sottili, impegnate anche in parrocchia, dove danno una mano alle attività dell’oratorio e del gruppo scout! E insieme a loro, hanno svolto un ruolo non minoritario anche numerose realtà del territorio. Tra di esse, non possiamo non ricordare la Casalazzara Volley, che ha anche realizzato e donato agli alunni il campo di pallavolo all’aperto della scuola.

Il pomeriggio si è svolto in allegria, tra i vari stand ideati e gestiti dai genitori (con dolci e prodotti di vario genere) o dal mondo dell’associazionismo cittadino (Pro Loco Ardea su tutti), enormi gonfiabili per i bambini, simpatici spettacoli dei clown, sport e musica. Nell’area didattica, sono stati esposti anche cartelloni con i frutti del lavoro dei ragazzi, realizzati nel corso dell’anno scolastico.

i gonfiabili sullo sfondo

Si è trattato, insomma, di un bel momento di sinergia tra varie agenzie educative, che fa ben sperare per il futuro (anche “educativo”) del nostro quartiere. La festa – che grazie ai numerosi sponsor, non ha comportato costi per la scuola – ha dato modo ai genitori di vendere alcuni prodotti, il cui ricavato servirà alle attività didattiche del prossimo anno.

“Si è trattato certamente di un lavoro stancante – ha esclamato la vicepreside Ciarbelli al termine della manifestazione – però ne è valsa la pena!”.

Read Full Post »

segue dal post precedente

Ecco, appunto: si sta avvicinando alla conclusione della sua esperienza come sindaco. Per cosa vorrebbe esser ricordato? E qual è il suo rimpianto più grande, per ora?

«Vorrei esser ricordato semplicemente per avercela messa tutta, con tutte le energie, le risorse, il tempo disponibile. Alla fine mi piacerebbe essere ricordato perché ho fatto quel che ho potuto.

Poi mi piacerebbe esser ricordato per aver risolto il problema delle scuole dell’obbligo, perché ci tengo particolarmente: quando ho cominciato il mio mandato, non c’erano i posti nemmeno per la scuola elementare e media. In questi anni abbiamo costruito quaranta aule, altre sono in costruzione. Dunque il problema della scuola dell’obbligo è il maggiore che abbiamo risolto. Certo, mi piacerebbe finalmente riuscire ad avviare anche la scuola superiore, per la quale stiamo concludendo l’iter con la Provincia di Roma. Da ultimo, mi piacerebbe accorpare gli uffici comunali in un unica struttura, risolvendo così la dispersione degli uffici. Poi certamente se riuscissimo a fare il piano regolatore… può essere sicuramente una cosa importante, la cui gestione verrà lasciata a chi verrà!

Il rimpianto? Non aver potuto avere a disposizione due mandati pieni, perché il primo si è interrotto troppo presto: quell’interruzione del mandato ci ha fatto perdere ben due anni. Ogni volta che ricominci da capo, infatti, il bilancio vecchio è stato modificato dal commissario prefettizio e tu non puoi rimodificarlo. Devi, così, aspettare il bilancio nuovo… credo che se avessimo avuto a disposizione due anni pieni in più, sicuramente avremmo potuto completare meglio alcune cose!».

Già nel passato – con La Voce del Boschetto – abbiamo avuto modo di intervistarla. Nelle ultime interviste avevamo più volte affrontato il nodo della realizzazione di una biblioteca comunale. La biblioteca ancora non è stata realizzata. A che punto siamo?

«È vero: la biblioteca non è stata ancora realizzata, ma l’idea c’è ed è concreta! Abbiamo avuto in cessione gratuita all’interno del Patio di Tor San Lorenzo, 120 m2 di spazio. Lì sposteremo i vigili urbani e la delegazione di Tor San Lorenzo. Nel 2011 ci siamo impegnati, sia con il consiglio dei ragazzi che con la cittadinanza, ad utilizzare dei fondi per la ristrutturazione dell’attuale delegazione di Tor San Lorenzo, proprio per aprire lì la biblioteca comunale. Mi sembra infatti che quell’edificio, sia per le caratteristiche estetiche che per la buona posizione nel territorio, sia l’ideale per una biblioteca».

l'airone - in latino "ardea cinerea" - simbolo di Ardea

Avete proposte o progetti in cantiere, per quanto riguarda le politiche giovanili?

«Oltre alle iniziative di cui ho già parlato – biblioteca, scuola superiore, attrattive culturali – penso che l’aspetto sul quale siamo in ritardo sia lo sport: non abbiamo al momento un’impiantistica sportiva sul territorio degna di questo nome. Per questo abbiamo stanziato 200.000 euro per il consolidamento degli impianti sportivi di Tor San Lorenzo e Nuova Florida già esistenti e stiamo preparando il bando per una “città dello sport” da realizzare nell’ex cava di Nuova Florida. In passato avevamo già provato a utilizzare lo spazio per il progetto del teatro, ma il progetto è stato respinto.

Anche qui credo che un assetto urbanistico pensato attraverso il piano regolatore possa dare maggiori frutti. Penso ad esempio alla tendenza ad adottare l’urbanistica contrattata: chi vuole costruire sul territorio dovrà necessariamente fornire dei servizi, come cinema o palestre».

Da qualche mese il Comune di Ardea ha avviato la raccolta differenziata. Il sistema ancora mostra alcuni problemi tecnici, ma l’iniziativa – oltre a suscitare diverse polemiche – sembra non convincere tutta la cittadinanza. Per quale motivo un cittadino di Ardea dovrebbe fare la raccolta differenziata?

«Innanzitutto credo che si sia operato, attraverso la scelta del porta a porta, un atto di coraggio: la via del porta a porta è l’unico modo serio per fare la differenziata. Ci sono Comuni che hanno scelto la differenziata stradale, ma dopo tre anni essa raggiunge appena il 10%. Noi in pochi mesi abbiamo raggiunto il 30%, tenendo conto che il litorale e i quartieri periferici ancora non sono serviti, per problemi organizzativi-logistici.

Perché un cittadino dovrebbe differenziare? Intanto perché è un atto di civiltà: credo che la separazione, il recupero, il riciclo siano ormai una tendenza ineluttabile nell’organizzazione dei rifiuti. E poi perché può andare a suo stesso vantaggio! Sia perché la città viene liberata dai cassonetti. Sia perché, una volta entrata a regime, la raccolta differenziata ci farà risparmiare notevolmente in termini di smaltimento in discarica (che prima ci costava quattro milioni di euro l’anno). Più recuperiamo, più differenziamo, meno smaltiamo in discarica.

E considerando che stiamo intervenendo sul recupero degli evasori tributari, se noi risparmiamo sullo smaltimento dei rifiuti e riusciamo a far pagare tutti, credo che riusciremo a ridurre anche la TARSU. Questo già a partire dal 2011, e in modo più consistente nel 2012.

In fondo si tratta di un piccolo sacrificio quotidiano: non mi pare uno sforzo incredibile da fare!

È incredibile che magari ci si lamenti e poi andando nelle città del nord si dica “quant’è… pulito ma qui non ci sono cassonetti: qui sono civili”.

Proprio per questo ho pensato ad un’iniziativa carina: tutti hanno seguito il dibattito sull’efficienza e la cortesia nella pubblica amministrazione! Parlo ad esempio dell’iniziativa delle faccette (rossa, gialla, verde) per valutare i servizi pubblici.

Io vorrei fare la stessa cosa con i cittadini: se è vero che la pubblica amministrazione deve essere efficiente e cortese, allo stesso modo il cittadino deve essere educato e civile. Per questo sto studiando un sistema premiale per i cittadini civili ed educati – anche per dare risalto alle tante buone prassi quotidiane che la maggior parte dei cittadini ha. Allo stesso modo se, invece, una persona tiene un lotto incolto, attaccheremo un bel manifesto sulla recinzione del terreno, che testimoni come la persona in questione sia stata sanzionata, perché non ha rispettato le regole. Si tratta quindi di un sistema che premi chi fa il suo dovere e “metta alla gogna” chi non rispetta le regole civili. Può darsi che questo sistema funzioni più della semplice multa, visto che spesso neanche la multa serve poi a tanto!

Tornando, invece, alla raccolta differenziata, dobbiamo ancora risolvere il problema delle discariche abusive. Nei prossimi giorni verrà firmato il contratto con una ditta per garantire una videosorveglianza nei luoghi sensibili. A breve partirà un’opera di sorveglianza anche attraverso l’impegno dei vigili urbani. Nella prima fase abbiamo evitato di puntare sulle sanzioni: multare ci sembrava un approccio sbagliato. Adesso dopo la fase sperimentale, bisogna anche cominciare a sanzionare chi non compie il proprio dovere. Mi auguro dunque che tra videosorveglianza, sanzioni ed educazione, si possa arrivare pian piano a mettere a regime la questione raccolta differenziata.

In ogni caso tre mesi sono pochi per giudicare. Nei prossimi mesi, quando il sistema sarà a regime, son sicuro che tutto apparirà migliore».

Ringraziamo il sindaco per il tempo messoci a disposizione. A lui e alla sua amministrazione vanno i nostri auguri per un buon lavoro!

Read Full Post »

Come promesso sulle colonne del nostro giornale, pubblichiamo l’intervista integrale al Sindaco di Ardea, prof. Carlo Eufemi…

Per cercare di comprendere meglio la nostra città, con i suoi problemi e le sue potenzialità, abbiamo scelto di incontrare il Sindaco di Ardea, il prof. Carlo Eufemi. A lui abbiamo rivolto alcune domande sul territorio che è stato chiamato ad amministrare e sul suo impegno politico.

Potrebbe indicarci – motivandolo – qual è l’ordine di priorità che darebbe (e da’ nel suo ruolo di sindaco) alle seguenti aree politico-amministrative: politiche per l’ambiente, politiche per la cultura, politiche sociali, politiche per l’istruzione e la formazione, politiche per lo sviluppo economico, assetto urbanistico e lavori pubblici?

«Ardea è una città che è cresciuta troppo rapidamente negli ultimi quindici anni e quindi i problemi sono emersi tutti insieme. E proprio perché c’è bisogno di maggiore consapevolezza, soprattutto culturale, metterei al primo posto il problema dell’istruzione e della formazione. Credo che senza cittadini ben educati ad essere cittadini – e consapevoli di essere cittadini europei – non si vada da nessuna parte.

Al secondo posto metterei l’assetto urbanistico e i lavori pubblici, perché credo che tanti problemi della città derivino proprio dal fatto di un assetto urbanistico sbagliato. Ardea è una città che è cresciuta senza alcuna pianificazione. Una rivisitazione della maglia urbanistica del territorio credo sia urgente e mi auguro di poterla fare prima della fine del mio mandato. Attualmente abbiamo in cantiere – tra quelle finanziate, in corso o in fase di appalto – una cinquantina di opere che riusciremo ad aprire e spero a chiudere nei prossimi due anni.

Poi c’è il grosso tema sociale: la città, proprio perché fortemente disgregata e cresciuta in fretta, ha bisogno sicuramente di risposte sul piano sociale. Non si tratta solo di assicurare assistenza, ma anche di garantire servizi. Tuttavia il nostro territorio ha problematiche serie, che derivano dalla presenza in numero considerevole di immigrati. Non parlo solo degli stranieri, parlo anche degli immigrati italiani che cercano soluzioni abitative più a buon mercato e meno onerose rispetto alla grande città.

Il resto non dico che è meno importante, ma è intimamente collegato ai settori che ho menzionato: una città ben organizzata attraverso il suo sviluppo urbanistico e capace di pensare al proprio futuro può anche dedicarsi a uno sviluppo economico e produttivo diverso, sulla base del quale è possibile creare un polo industriale, riorganizzare il polo turistico, quello commerciale e così via discorrendo. Tutto è intimamente legato in un progetto che deve essere necessariamente unitario e contenere tutte queste cose.

Su tutto vi è però un grande problema di risorse: di pari passo alla crescita demografica infatti non sono arrivati i trasferimenti finanziari dello Stato. Attualmente noi siamo fermi ai finanziamenti del 1994 e quindi abbiamo una perdita secca di trasferimenti dello Stato l’anno di circa due milioni di euro. Quindi ai comuni che crescono demograficamente non viene assicurata di pari passo una crescita di risorse finanziarie. È un problema serio che probabilmente non risolveremo con maggiori trasferimenti da parte dello stato ma potremo risolvere solo quando si darà attuazione ai decreti sul federalismo, fiscale ma anche istituzionale».

Intendete valorizzare il patrimonio culturale e archeologico di Ardea? In che modo?

«Credo che questa questione sia intimamente legata all’idea di sviluppo economico del territorio: noi dobbiamo dare impulso alla politica turistica, fatta ovviamente di tanti ingredienti. Uno di essi è proprio il patrimonio culturale. Su questo stiamo investendo: ho chiesto alla sovrintendenza, di aprire a breve alcuni siti. C’è poi un’azione di recupero: dal Castrum Inui al Casarinaccio. Per quanto riguarda il Museo Archeologico, mancano lavori di arredamento interno che spero giungano a termine entro l’estate.

Tra qualche settimana riusciremo a prendere possesso dell’Ipogeo cristiano che, se unito al Museo Manzù, ad altri siti importanti a cominciare dall’acropoli, ai Giardini della Landriana, possono essere parte di un percorso artistico, culturale, ambientale di grande pregio. Stiamo cercando di rendere tutto ciò visibile in occasione del quarantesimo dell’autonomia. Ardea è una città di grande storia e sicuramente una delle città più antiche del Lazio, però, dal punto di vista dell’autonomia comunale, è una della più giovani, perché il Comune ha solo quarant’anni di vita».

Marina di Ardea

Le ultime cinque giunte hanno terminato il proprio lavoro prima della fine del mandato. Anche in questi mesi sui giornali vengono riportati possibili malumori nella maggioranza. A cosa è dovuto questo fenomeno? E che ruolo avrà nel futuro del governo cittadino, sia nel breve che nel lungo termine?

«Questo è stato uno degli handicap della città: credo che un’amministrazione debba avere la possibilità di concludere il suo mandato. Se non altro perché ritengo che una prova si possa giudicare alla fine di un percorso, così come si giudicano gli studenti alla fine di un ciclo. Questa volta mi auguro che per la prima volta si possa concludere un mandato: ritengo che ci siano tutte le condizioni perché il mio lavoro possa essere giudicato alla fine dei cinque anni.

Come tutte le esperienze umane sicuramente sarà stato pieno di pregi e pieno di difetti – su questo non c’è dubbio – però deve essere serenamente lasciata ai cittadini la possibilità di valutare.

Questo fenomeno è un po’ un male di Ardea perché è un territorio molto litigioso, forse anche perché si tratta di un Comune giovane. E poi forse è anche tipico anche della litigiosità del luogo: trovo a volte una tendenza eccessiva alla “polemica per la polemica” e non alla critica costruttiva. Penso che con il tempo ci si abituerà ad un dibattito democratico costruttivo, come è giusto che sia, in cui ognuno esprime il suo punto di vista, senza necessariamente distruggere un’esperienza solo perché non ci si sente rappresentati da essa. Io credo che si possa amministrare in tanti modi.

Tra due anni finisco il mio lavoro perché non sono ricandidabile: mi piacerebbe lasciare, oltre a opere e servizi, anche una classe dirigente che possa prendere il testimone e continuare il lavoro. Di passi avanti ne sono stati fatti, a cominciare da una maggioranza che è più compatta e coesa del passato».

segue…

Read Full Post »

Older Posts »