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Lo stemma episcopale del nostro Vescovo

Con la solenne celebrazione di domenica sera ad Albano, è stato dato ufficialmente il via alla Visita pastorale del nostro Vescovo Marcello nelle varie comunità parrocchiali della nostra diocesi.

La Visita partirà dalla Vicaria di Albano nel mese di gennaio, per terminare nel 2014. Si tratta di un evento del tutto particolare: il Vescovo si recherà in tutte le parrocchie per incontrare il popolo di cui è pastore. E proprio nell’omelia di domenica, mons. Semeraro, commentando la regalità di Cristo (domenica la Chiesa celebrava la solennità di Cristo Re, ndr), diceva: “Mi torna alla mente ciò che è scritto: «Eravate erranti come pecore, ma ora siete stati ricondotti al pastore e custode (episkopos) delle vostre anime» (1Pt 2,25). In questo brano il termine episkopos – la cui radice è la stessa del verbo greco che vuol dire «visitare» – appare unito alla figura del pastore. Vuol dire che la «visita» è un atto di custodia e pure di sorveglianza; soprattutto, però, è un chiamare a raccolta, un ri-unire per ri-condurre a Cristo.Visitare, per un Vescovo, è questo ministero”.

E ancora, riprendendo le parole di mons. Bernini (ultimo Vescovo ad aver effettuato una Visita Pastorale nella nostra Diocesi, all’inizio degli anni ’80), mons. Semeraro ha sottolineato: «La visita pastorale non è l’espressione di un “capriccio“ più o meno improvviso di un vescovo… Tanto meno è la velleità di lasciare il segno di un passaggio sul territorio… Lo spirito della visita pastorale è quello della comunità diocesana che si mette in atteggiamento di accogliere “il Signore che viene a visitare il suo popolo”».

La Visita sarà anche occasione per ripensare la pastorale ordinaria delle parrocchie, anche alla luce degli orientamenti pastorali della CEI per il decennio 2010-2020, che puntano sull’educazione, sulla “Chiesa madre, la Chiesa che genera nuovi cristiani”, per dirla con le parole del Vescovo.

Infine, per la nostra parrocchia questa sarà la prima Visita pastorale di un Vescovo: nata nella seconda metà degli anni ’80, infatti, la nostra comunità parrocchiale non ha potuto ricevere la Visita di mons. Bernini. Un’occasione, quindi, anche per noi, per incontrare il nostro pastore e per valutare insieme a lui il cammino che stiamo facendo!

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Il fondamento ecclesiologico del consiglio viene così descritto nella Lettera Omnes Christifidelis della Congregazione per il Clero: “ tutti i fedeli consacrati per mezzo dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, dallo Spirito Santo a formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo (LG10), sono chiamati dallo stesso Cristo Signore a cooperare attivamente a tradurre in atto la missione salvifica dell’intero popolo sacerdotale (LG 33; AA311). Non tutti i fedeli però esercitano nello stesso modo questa responsabilità, ma a ciascuno è assegnato un compito speciale, secondo la propria condizione (LG32).

E’ un organismo ecclesiale di partecipazione per la promozione dell’attività pastorale della parrocchia. In analogia col canone 511, relativo al Consiglio Pastorale Diocesano, spetta pertanto al Consiglio Pastorale Parrocchiale, sotto  l’autorità del parroco ricercare, discutere e presentare proposte concrete in ordine alla pastorale della parrocchia.

 

Gli scopi:

  • vivere  e favorire la comunione ecclesiale
  • partecipare efficacemente alla realizzazione e allo sviluppo delle attività parrocchiali
  • lavorare in piena fraternità, disponibilità ed amicizia
  • individuare e determinare in modo approfondito i bisogni, le esigenze, i limiti della parrocchia
  • studiare e programmare un’azione concreta
  • coordinare le varie forme di azione pastorale
  • verificare i risultati, suggerire modifiche, correzioni e aggiunte.

 

Il Consiglio è retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano. E’ un Organismo di carattere:

  • ecclesiale della comunità locale
  • pastorale, perché tale è essenzialmente il fine e l’attività a cui esso ordinato
  • stabile, di carattere permanente, che dura nel suo incarico per un tempo limitato
  • è un ufficio o ministero esercitato in nome e per autorità della chiesa
  • ha soltanto un valore consultivo e non decisionale o deliberativo, che non vincola l’autorità del parroco

 

A norma del canone 536§1 esso comprende:

– il Parroco che ne è presidente

– tutti coloro che in forza del loro ufficio partecipano alla cura pastorale della parrocchia: vicari parrocchiali, diaconi, religiosi e religiose

– vari laici appartenenti alla comunità

La scelta dei membri laici dev’essere ordinata e varia, in modo che sia rappresentata l’intera   comunità parrocchiale, tenendo presenti: i diversi quartieri o zone della parrocchia, le condizioni sociali, le professioni e il ruolo svolto dalle persone nell’apostolato, sia singolarmente sia in forma associata. I membri devono distinguersi: per fede sicura, per integrità morale e per prudenza, esperienza e competenza.

 

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