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Il pensiero di Don Milani appartiene senza ombra di dubbio a quella categoria di riflessioni profonde che se pur non colte nella propria pienezza ad un primo contatto, lasciano sempre nel nostro animo il fecondo seme del dubbio, pronto a rivelarsi al giusto tempo. In particolare la lettura di questa frase ha delineato in me un’immagine tanto chiara quanto, forse, aliena agli stereotipi di perbenismo propri della nostra cultura fin dalla prima infanzia: una partita a scacchi.

Il gioco degli scacchi mi ha sempre affascinato: ricordo ancora quando mi avvicinai per la prima volta ad una scacchiera, la osservai minuziosamente,con molto scrupolo, ipnotizzandomi nella secca alternanza di neri e bianchi, soppesando con le mani i piccoli pezzi di legno e infine improvvisandomi generale di quel piccolo esercito. Se il gioco in se mi aveva colpito, fu la figura del pedone a rapirmi completamente. Fondamentalmente esistono due modi di giocare a scacchi: il primo, il più cruento, prevede il sistematico sacrificio dei propri pedoni in modo da favorire l’avanzata veloce delle pedine più forti; il secondo, più difficile da attuare ma decisamente più solido, prevede la lenta costruzione di una muraglia di impenetrabile solidarietà fra quelle che vengono considerate le pedine più vulnerabili, e talvolta più ingombranti, del gioco. È in questo modo che i pedoni diventano i veri protagonisti della partita, sono essi la chiave di volta della vittoria.

Secondo me è questo ciò che intendeva Don Milani: i poveri non sono altro che pedoni su una scacchiera. Da sempre malvisti, considerati solo come un fardello, disprezzati; sono invece la componente fondamentale, il caposaldo che non trema. Se effettivamente noi ci riteniamo le pedine più forti, in che modo possiamo noi stessi avanzare se non facciamo per primi strada ai poveri?

(Daniele Iodice)

Ciao, amico lettore!

Vuoi darci una mano a costruire il numero di marzo? Questo mese vi proporremo alcune riflessioni sul 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Per questo abbiamo pensato ad un piccolo sondaggio – qualche domanda appena – per capire cosa pensano le persone di questa festa e del nostro Paese.

Bastano pochi minuti per contribuire a rendere il sondaggio un pò più folto il nostro pubblico! E un pò più “serio” il nostro sondaggio!

Grazie in anticipo! 😉

Questo è il link del sondaggio:

https://spreadsheets.google.com/viewform?hl=it&pli=1&formkey=dE1pT3hCUzF5NmF3V01qenhQUERuZ3c6MQ#gid=0

E non dimenticarti di cercare il giornale nelle edicole, tra qualche giorno, per conoscere i risultati!!!

I più attenti lo hanno già notato. Da qualche settimana, sulla bacheca della nostra parrocchia, gli avvisi settimanali hanno una nuova “veste grafica”. È tutto merito del nuovo logo pensato per le pubblicazioni (online o offline) della nostra comunità parrocchiale. Realizzato dalla nostra Rachele Bianchi, il logo è destinato a divenire ben presto la “faccia” della nostra parrocchia!

Vi presentiamo in breve logo e spiegazione… e aspettiamo i vostri commenti! 😉

Il nuovo logo

Descrizione

Il logo è rappresentato da uno skyline verde, all’interno del quale si intravedono alcuni tetti, edifici, alberi. Al centro dello skyline, vi è il contorno della chiesa parrocchiale di San Gaetano.

Sotto allo skyline compaiono cinque parole, disposte su tre blocchi: da sinistra compare prima la scritta PARROCCHIA, bianca con contorno nero, poi SAN GAETANO, arancio con contorno nero, e sopra San Gaetano, la scritta DA THIENE, di nuovo bianca con contorno nero.

Spiegazione

1. Lo skyline

Lo skyline rappresenta il quartiere di Nuova Florida (con case, edifici vari e alberi, chiaro riferimento al boschetto intorno alla chiesa), all’interno del quale spicca – grazie ad un contorno leggermente marcato – la chiesa parrocchiale. Lo skyline richiama le parole di Giovanni Paolo II nella Christifideles Laici (n. 26), che definiva la parrocchia proprio come «la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e delle sue figlie».

Il colore scelto per lo skyline è il verde, che da sempre richiama la virtù della speranza ed è spesso associato alla giovinezza o al passaggio dalla fanciullezza all’età adulta (es. è il verde il colore dominante negli addobbi delle feste di 18 anni).

Il verde, quindi, richiama il carattere “giovane” della comunità parrocchiale (la comunità di San Gaetano da Thiene nasce meno di trent’anni fa) e dei suoi abitanti. Allo stesso tempo, esso simboleggia anche la volontà di crescere.

2. Le scritte

Realizzate con il font “nyala”, le scritte – come spiegato in precedenza – sono disposte su tre blocchi. Al centro è in risalto la parola SAN GAETANO, patrono della comunità parrocchiale di Nuova Florida. Così, mentre il colore scelto per le parole PARROCCHIA e DA THIENE è il bianco, simbolo della festa (il bianco è il colore liturgico utilizzato nei tempi di Natale e Pasqua), la scritta SAN GAETANO è di colore arancione.

Il rimando è al fuoco, uno dei simboli dello Spirito Santo. Così, oltre al richiamo al Santo Patrono, la scritta testimonia la volontà di lasciarsi guidare dallo Spirito, l’unico a renderci capaci di cogliere il segni dei tempi e di esser compagni di strada degli uomini e delle donne del nostro tempo e del nostro territorio.

 

Scoprire i segreti della pila di Volta o i meccanismi della radio di Marconi, oppure conoscere chi ha avuto per primo l’intuizione che ha portato alla costruzione della macchina fotografica. Tutto ciò è possibile grazie ad “Eureka!”, l’evento organizzato dall’Oratorio Pier Giorgio Frassati per festeggiare insieme a piccoli e meno piccoli il Carnevale 2011.

La festa si terrà nella splendida cornice del boschetto della parrocchia di Nuova Florida, sabato 5 marzo a partire dalle ore 15,00.

Negli otto stand che riempiranno l’oratorio, animatori, catechisti e capi scout aspetteranno i ragazzi, per illustrare loro il funzionamento di otto grandi invenzioni che hanno accompagnato la storia dell’uomo e per farli cimentare in simpatici giochi a tema.

Durante la festa, un servizio bar sarà a disposizione delle famiglie e al termine del pomeriggio, dopo aver ringraziato il Signore per il dono dell’allegria e per quello – non da poco! – dell’intelligenza, tutti insieme riempiremo anche le nostre pance con i dolci portati dai genitori.

Il Carnevale 2011 è uno degli eventi che l’Oratorio di Nuova Florida realizza per i ragazzi e le famiglie del quartiere. L’obiettivo dichiarato è quello di puntare sulla socialità e sull’allegria, ma senza dimenticare di offrire a tutti anche qualche spunto per riflettere. Va in questo senso anche la scelta del tema delle invenzioni, un modo per rimarcare come l’uomo sia da sempre destinato a cose grandi e come la libera creatività, messa a disposizione del bene comune, sia uno dei motori dello sviluppo umano e sociale.

Si terrà domani l’inaugurazione del nuovo campo di calcio a 5 della parrocchia. La cerimonia si terrà a partire dalle ore 17.30, quando don Paolo taglierà il fatidico nastro. Saranno presenti anche alcuni rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e delle forze dell’ordine, il Direttore del Centro Oratori Diocesano, don Antonio Scigliuzzo e quello dell’Ufficio diocesano per la Pastorale dello Sport, Giovanni Mazzamati.

Per godersi il momento, subito dopo la cerimonia, genitori e ragazzi si cimenteranno in un’inedita sfida calcistica! La serata, infine, si concluderà con un momento conviviale riservato agli iscritti all’Associazione.

Il campetto in terra battuta, vero e proprio storico punto di riferimento per i ragazzi del quartiere e luogo di partite e allenamenti per le squadre della nostra ASD (nata nell’autunno scorso), è stato “rimesso a nuovo” grazie ai finanziamenti della Regione Lazio a favore degli Oratori (L.R. 13/2001). Le recinzioni messe in sicurezza e il nuovo terreno di gioco permetteranno ora ai ragazzi dell’oratorio di Nuova Florida di giocare in parrocchia le partite casalinghe e sfruttare così il tanto sospirato “fattore campo”!

In occasione di questo evento di festa, Sulla Via pubblica, nel numero di gennaio/febbraio che sarà in parrocchia da domani pomeriggio, l’intervista a Carlo Scotti, vicepresidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica “Pier Giorgio Frassati”. In anteprima per i nostri lettori online… riportiamo il testo completo:

Da quanto tempo frequenti la parrocchia? Di cosa ti occupi?

«Con la mia famiglia siamo trasferiti da Roma nell’estate del 2003, e sin da subito la mia preoccupazione è stata quella di inserirci (all’epoca solo con due figli, Paolo di 6 anni e Sara di 3. Filippo è nato nel 2004) nel quartiere. Siamo stati subito attratti dalla parrocchia di San Gaetano, perché era piena di ragazzi e bambini. In particolare siamo entrati in contatto con gli scout e l’oratorio, due splendide realtà che sono una ricchezza che ci invidiano parrocchie cittadine ben più strutturate. La parrocchia è diventata sempre di più la nostra seconda casa, una risorsa non solo spirituale, che ci ha fatto crescere come famiglia, e a me personalmente ha dato veramente tanto. Così nell’autunno 2010, quando don Paolo mi ha chiesto di collaborare con altri laici nella creazione dell’ASD (per gestire le attività sportive parrocchiali), io ho accettato».

Sappiamo che fai parte del Consiglio Pastorale, qual è il tuo ruolo?

«È un ruolo di “outsider”: credo che al momento don Paolo abbia voluto inserire nuovi laici all’interno di questo organismo, per tentare una maggiore unione di intenti nella comunità, animata da diversi “carismi”, che non sempre dialogano e collaborano tra di loro. La verità è che, come in una grande famiglia, il pluralismo di voci e l’entusiasmo di appartenere ad un gruppo non sempre riescono a confluire nell’unico reale motivo per cui ci diamo da fare: Gesù. Comunque come “incarichi”, sono stato inserito nelle commissioni di studio per la Pastorale Familiare e per la Visita Pastorale».

Quali sono le novità che presenta lo sport in parrocchia?

«Ricollegandomi con quanto detto prima, ritengo che la “pastorale dello sport” sia la vera novità che potrebbe ulteriormente unire piccoli e grandi. Si dice che San Filippo Neri, alla richiesta di un seminarista circa cosa avrebbe fatto nel caso in cui avrebbe saputo di morire entro un’ora, rispose candidamente: “Continuerei a giocare a pallone!!!”. In sintesi lo sport è e sarà sempre un momento di incontro, di sano agonismo, dove, per raggiungere risultati, occorre non solo allenarsi con costanza, ma imparare a “giocare insieme” e fare gioco di squadra. Esattamente quello che intendo io per comunità parrocchiale! Come programmi per il futuro poi, oltre a prendere atto con soddisfazione che siamo riusciti a sistemare e mettere in sicurezza il nostro “mitico” campetto, sarebbe bello riuscire a sistemare anche il campetto polivalente e ampliare le attività dell’associazione, anche con altre discipline… sempre con il criterio di un passo alla volta!»

Cosa ti piace della nostra parrocchia? E cosa ti piacerebbe migliorare?

«Credo che essere una parrocchia “giovane” sia una grande ricchezza che mi affascina, insieme alle realtà oratoriali e scout, a cui mi sento di aggiungere l’attività sportiva nascente. In questo contesto mi piacerebbe vedere più partecipazione di noi genitori. Capisco che molti, come me, lavorano a Roma e comunque hanno molti impegni. Ma il primo impegno per noi genitori è l’educazione dei figli e direi anche di quei ragazzi che frequentano le nostre case, perché sono amici dei nostri figli. L’impegno educativo non può essere affidato ad altri! Io ho iniziato dando la mia disponibilità!!!»

Domenica 16 gennaio si è svolta la prima riunione del nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale, che ha visto la presenza della quasi totalità dei membri. Il Consiglio, approvato ufficialmente dal Vescovo il 15 dicembre scorso, rimarrà in carica per i prossimi 5 anni ed avrà il compito di studiare i problemi relativi alla vita della comunità parrocchiale ed elaborare un piano pastorale, in conformità alle linee guida diocesane. La funzione del Consiglio è essenzialmente quella di consigliare il parroco nel prendere le decisioni, tenendo sempre presente il valore della comunione.

Proprio queste considerazioni sono state al centro dell’introduzione ai lavori della prima riunione dell’anno, da parte di don Paolo, il quale ha anche comunicato composizione e regolamento del CPP.

La sessione si è poi conclusa con la formazione delle sei commissioni di studio: Catechesi, Pastorale giovanile, Pastorale familiare, Liturgia, Realtà sociale e territorio, Visita Pastorale. Le commissioni sono guidate ognuna da un membro del CPP (rispettivamente: suor Grazia Dicorato, Luca Vita, Enrico Cappellacci, Ciro Iodice, Antonio Conte e Giulietta Bonciarelli) e avranno il compito di studiare i documenti ecclesiali e quelli diocesani relativi al proprio ambito pastorale, osservare e ascoltare la realtà parrocchiale e sociale, nel proprio settore di competenza, e fornire all’intero Consiglio Pastorale proposte e spunti di discussione.

Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, il CPP si riunirà di nuovo per fare il punto sui lavori delle commissioni e cominciare a stabilire un percorso per i prossimi mesi.

Saldi, che passione!

Mi ritengo un normale ragazzo che si incammina sulla strada che lo porterà a diventare un uomo. Capirete dunque che, forse, le mie non sono le ferme convinzioni di una persona già formata. Comunque per cercare di capire il mondo che ci circonda non è forse necessario, principalmente, spirito di osservazione? Come tutti i giorni, oggi mentre ero seduto a tavola, pranzando, ho acceso la televisione per seguire il TG. Non so se vi capita, ma io, prima di seguire un TG, cerco di immaginarmi già l’ipotetica scala di notizie che mi verranno proposte di lì a poco… mi immaginavo dunque, già prima di vedere l’effettivo servizio, un reportage sulla “notiziona” di oggi!

Ovviamente sto parlando dei saldi  (che oggi sia soprattutto l’Epifania sembrano esserselo ricordati in pochi!). La cosa che mi ha veramente incuriosito del servizio, oltre alla logica che spinge centinaia di persone ad accodarsi fuori da un negozio ora prima dell’apertura solo per appropriarsi di un capo “firmato”, sono state le interviste. Difatti gli intervistati hanno ammesso che avrebbero speso tra i seicento e i mille euro pro capite. Mi piace considerare il fatto che il servizio è andato in onda dopo le dichiarazioni del ministro Tremonti, il quale riaffermava la presenza ingombrante di una crisi finanziaria mondiale. Finito il servizio mi è rimasta una semplice domanda:  la crisi c’è, ma per chi c’è?